opere 2025

La forza della materia

All’inizio del 2025 ho deciso di introdurre tra i miei linguaggi espressivi la modellazione ceramica affiancandola alla pittura e alla fotografia. La ricerca personale continua incessantemente. 

CERAMICA A-MARE 

Storie e voci mediterranee tra forma e materia 

Collettiva dell’Associazione Amici della Ceramica di Pesaro

 

Il Museo della Marineria ospita la Collettiva dell’Associazione Amici della Ceramica di Pesaro. L’Associazione promuove, da oltre 20 anni, la cultura dell’arte ceramica pesarese e si pone come obiettivo la divulgazione, a livello teorico e pratico, sia della ceramica storica che di quella contemporanea, grazie all’attività dei soci Maestri Ceramisti. Le opere esposte in mostra, indagano e interpretano la profondità del mare, i suoi misteri, la sua forza e potenza, i suoi colori, profumi e sapori. Queste creazioni sono il frutto dello studio, della maestria, del genio e della passione dei Ceramisti dell’Associazione, i quali si esprimono con svariate tecniche e materiali ceramici, proponendo maioliche tradizionali, moderne, naif e iperrealistiche, creando oggetti unici, capaci di emozionare e far riflettere sull’immensità del “pianeta” mare. Alcuni dei soci Maestri Ceramisti, da anni si distinguono per il loro lavoro, sia sul territorio nazionale che internazionale, ricevendo premi e attestati di merito per la loro arte, ed esponendo le loro creazioni in musei noti a livello mondiale. La mostra rimarrà aperta dal 3 ottobre 2025 fino al 9 gennaio 2026.

Museo della Marineria Washington Patrignani – Viale Pola 9 – 61121 Pesaro – Email museo: museomarineria@comune.pesaro.pu.it

I Collezionisti di Conchiglie

Marina e Capitan Conchiglia

Nella scultura “I collezionisti di Conchiglie” in mostra presso il Museo della Marineria di Pesaro nella collettiva dell’Associazione Amici della Ceramica dal 3 ottobre 2025 al 9 gennaio 2026, ho affrontato il tema della fragilità attraverso la mediazione simbolica del mare. 

Nelle due figure di bambini sognanti intenti a collezionare l’eco dell’immensità, ho cercato di unire l’arcaico al contemporaneo, la tradizione al mito, l’identità al viaggio. 

Attraverso lo sguardo riservato di “Marina” e quello fiero di “Capitan Conchiglia” le due figure diventando custodi di un intimo dialogo con l’osservatore.

La scelta di conservare la purezza densa e vellutata degli engobbi, senza invetriatura, rende la scultura opaca e nel contempo strutturalmente più delicata, evocando con maggiore intensità la realtà primordiale della materia, il tema dell’infanzia e la fragilità sia della memoria che del mare.

Ceramica engobbiata non invetriata – 2025

Base istallazione 25×35 cm, altezza massima 27 cm

Intimità tradita

Le ciabattine sono l’emblema della casa, dei passi liberi e leggeri, dei luoghi dove non dovrebbe esserci nessun timore, dove non occorre difendersi da nulla.

Questa è diversa: rossa, consumata, strappata. Racconta un’altra storia.

È il simbolo di quelle intimità violate nel quotidiano: la fiducia spezzata nei gesti più semplici, nelle stanze che dovrebbero essere rifugio. 

Una piccola forma fragile che porta addosso l’eco di un dolore. Ma anche qui, nello strappo, resta una possibilità, una parola di vita: si può ripartire, può reclamare la propria sicurezza, si può tornare a casa, perché forse casa è altrove.

Casa è dove non c’è paura. 

Scarpetta rossa in ceramica – 2025ù

Esposta in collettiva con l’Associazione Amici della Ceramica alla Chiesa del Suffragio, Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro (PU) dal 25 al 30 Novembre 2025

Gelosia

Nasce da una riflessione su quella gelosia che si traveste da amore ma genera solo dolore.

Ho modellato la scarpetta pensando a come il male, quando cresce da dentro, assomigli a un intreccio di rovi neri: prima morbidi come rose, poi sempre più spinosi, sempre più affamati.

Ti prendono alle spalle, ti deformano, ti consumano senza che tu te ne accorga davvero.
Fino a quando quella piccola scarpa (simbolo di fragilità, femminilità, fiducia) quasi non la riconosci più.

Ma c’è una cosa che ho imparato:
i rovi, di qualsiasi genere essi siano,
non sono più forti della vita.
Si possono tagliare.
Si può tornare a camminare.
Si può tornare a vivere
Le rose, quelle vere, possono rifiorire.

Scarpetta rossa in ceramica – 2025

Esposta in collettiva con l’Associazione Amici della Ceramica al Comune di Fano (PU) dal 24 Novembre 2025 al 8 marzo 2026

Il canovaccio di Arlecchino

Donazione al Festival di Arte Drammatica di Pesaro GAD di una maschera in ceramica denominata “Il canovaccio di Arlecchino” – Premio consegnato alla compagnia Filodrammatica Orenese di Vimercate (MB) per l’opera “Molto rumore per nulla” miglior spettacolo secondo la giuria giovani (26 ottobre 2025)

 

Terracotta engobbiata- 2025 – misura circa 20×30 cm

Kimün Am

Opera ispirata alla poesia e alla vita di Pablo Neruda.

Lo spirito del mare, che nei versi di Neruda modifica l’animo inquieto del giovane poeta giunto ad abitare accanto all’oceano, è stato plasmato con l’argilla come un essere semiumano subacqueo: una divinità ancestrale sommersa, circondata da un recinto di onde e animali marini, in procinto di scrivere il nome di Neruda con l’inchiostro verde su un foglio. Il nome originario era semplicemente Kimün.

Nel processo creativo la scultura in ceramica ha affrontato una prova disastrosa: è esplosa in mille pezzi per motivi dettati dal caso e dall’inesperienza. Osservando i frammenti e disponendoli come reliquie ho capito che l’esplosione era partita dal petto e dal fianco. Lo spirito di Kimün, che era cresciuto in me nei mesi di studio e di modellazione, non mi ha permesso di abbandonare l’opera come un coccio da buttare perché, come nella poesia di Neruda l’acqua aveva trasformato il punto più profondo dell’anima del poeta, così qui l’acqua, l’aria e il fuoco avevano aperto il cuore della scultura.

In un atto di resilienza, ho scelto i pezzi e ricomposto l’opera in maniera totalmente diversa dall’originale. Ricucita e trasformata in una nuova presenza, la perdita della forma si è convertita in forza e la creatura delle profondità dell’abisso è divenuta una custode di luce, innalzata fuori dalle acque sopra una vera pietra di travertino che ho trovato in spiaggia, rigettata durante una burrasca. Anche il nome è cambiato: Kimün è diventata Kimün Am, segno di speranza e di vita nuova.

Scultura polimaterica (ceramica, legno di pioppo e okume, pietra travertino, resine epossidiche, acrilico)

Misure: altezza 27 cm – base 20 cm – profondità 24 cm

Il significato del nome

Kimün” è una parola che appartiene alla lingua Mapudungun, parlata dal popolo Mapuche, una cultura indigena che vive tra il sud del Cile e l’Argentina. In Mapudungun, Kimün significa: “sapienza”, “conoscenza”, “comprensione profonda” (non solo intellettuale, ma anche spirituale e radicata nel cuore). È una sapienza interiore, legata alla Terra, agli elementi e all’esperienza vissuta.

In Mapudungun, “Am” significa “cammino”, ma anche “anima”, “esistenza”, e persino “andare verso”.
 
Quindi Kimün Am può essere letto come:
“La Sapienza che ha fatto un cammino”
“La Sapienza che è diventata anima”
“Il viaggio interiore della conoscenza”
 

Poesia ispiratrice

Ho bisogno del mare perché m’insegna:
non so se imparo musica o coscienza:
non so se è onda sola o essere profondo
o sola roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.
Il fatto è che anche quando sono addormentato
circolo in qualche modo magnetico
nell’università delle acque.
Non sono solo le conchiglie triturate
come se qualche pianeta tremante
partecipasse lenta morte,
no, dal frammento ricostruisco il giorno,
da una raffica di sale le stallatiti
e da una cucchiaiata il dio immenso.
 
Ciò che m’insegnò prima lo custodisco! È aria,
vento incessante, acqua e arena.
Sembra poca cosa per l’uomo giovane
che giunse a vivere qui con i suoi incendi,
e tuttavia il battito che saliva
e scendeva al suo abisso,
il freddo dell’azzurro che crepitava,
lo sgretolamento della stella,
il tenero dispiegarsi dell’onda
sperperando neve con schiuma,
il potere quieto, lì, determinato
come un trono di pietra nel profondo,
sostituì il recinto in cui crescevano
ostinata tristezza, oblio accumulato,
e bruscamente cambiò la mia esistenza :
diedi la mia adesione al puro movimento.
 
Pablo Neruda, Memoriale di Isla Negra.
 

In attesa del Maestro

Sperimentazione astratta

Recensione critica: dottor Luigi Lai

Olio su pannello mdf telato – 2025

Misure: altezza 50,8 cm – base 40,7 cm – profondità 0,3 cm

Misure in pollici: altezza 20 in – base 16 in – profondità 0,1 in

MARI E MERAVIGLIE DI PUGLIA

IL RAPPORTO TRA LA NATURA E L’IDENTITA PUGLIESE

Il tema della mostra invita gli artisti a esplorare e reinterpretare i paesaggi che caratterizzano la regione, celebrando il legame profondo tra la natura e l’identità pugliese, proponendosi anche di diffondere l’arte e l’amore per la pittura tra il pubblico. La mostra  vuole essere un omaggio al territorio, ai suoi colori e alle sue atmosfere uniche.

Collettiva al Castello Aragonese di Taranto dal 7 al 14 settembre 2025

Ingresso al mar piccolo

Taranto è una città di grandi tradizioni e di grandi industrie. Una delle realtà di maggior importanza a livello nazionale è quello dell’Arsenale della Marina Militare. 

Questa opera desidera essere un omaggio alla città, alla sua vita quotidiana e a tutti gli uomini che hanno vissuto, o che stanno vivendo in prima persona, l’esperienza della vita trascorsa sul mare sotto la bandiera italiana.

Olio su tela – 2025

OPERA SPERIMENTALE, DIPINTA SENZA L’USO DEL PIGMENTO BIANCO SU FONDO TONALIZZATO.

Misure: altezza 50 cm – base 70 cm – profondità 1,5 cm

Bora al tramonto ai Faraglioni

L’energia impetuosa di un momento quasi irreale. 

I Faraglioni di sant’Andrea in provincia di Lecce, sono un vero capolavoro della natura. 

Mentre al mattino sono baciati dall’alba. al tramonto il sole scende alle loro spalle sollevandosi lentamente dalle loro forme che sembrano uscire dall’eternità. 

Una sera la bora soffiava violentemente e il mare sferzava senza sosta colorandosi del fuoco del cielo. In questa opera è rinchiusa l’energia di quel momento indimenticabile.

Olio su tela – 2025

Misure: altezza 40 cm – base 70 cm – profondità 1,5 cm

Cisto rosso alla Costa Merlata

Sentiero di sabbia verso il mare immerso nei profumi della primavera.

Il Cisto rosso è una pianta officinale tipica della macchia mediterranea. I suoi fiori dai colori sgargianti e dai petali delicatissimi, si aprono su un cespuglio tondeggiate con foglie simili a quelle della salvia. 

Si narra che questo arbusto resiliente, capace di adattarsi ai terreni più difficili, fosse usato dagli dei per curare le ferite e per aumentare la loro bellezza.

Olio su tela – 2025

Misure: altezza 50 cm – base 50 cm – profondità 1,5 cm

Margherite alla Costa Merlata

Il vento muove i profumi e le rocce osservano.

Piccola frazione delle marine di Ostuni, la Costa Merlata deve il suo nome al susseguirsi di callette strette e lunghe che formano, in un gioco geometrico, dei veri merli che ricordano un castello medioevale disteso sul mare. 

Gli scorci paesaggistici e i sentieri aperti sul mare lasciano incantati. In primavera è un tripudio di bellezza.

In questa opera ho cercato di modificare la composizione fotografica a favore di una composizione pittorica complessa. Le tonalità fredde desiderano sottolineare le rocce e il vento e trasmettere, attraverso un contrasto di energie, la forza delle margherite come simbolo di delicatezza resiliente.

Olio su tela – 2025

Misure: altezza 50 cm – base 50 cm – profondità 1,5 cm

Passeggiata invernale a Palascia

Vento di mare nel silenzio dell’immensità.

Punta Palascìa, a sud di Otranto, è il punto geografico più ad est della penisola italiana. 

Secondo le convenzioni nautiche, questo luogo è il punto di separazione tra il mar Adriatico e il mar Ionio. 

E’ un luogo dove si percepisce fisicamente l’immersione nel vento, nel sole e nel mare. Sembra quasi essere una porta mistica sull’immensità.

Olio su tela – 2025

Misure: altezza 50 cm – base 50 cm – profondità 1,5 cm

Frontiere 

Le mura di Otranto, città di confine e di martiri. 

Otranto, situato sulla costa adriatica del Salentoè il comune più orientale d’Italia ed è un luogo di mare e di martiri.

Otranto è una città di confine il cui nome latino è “Hydruntum” e deriva dal torrente “Hydrus” (Idro) che significa “acqua”. Si erge bianca e maestosa, chiusa nella sua cinta muraria, che l’ha difesa dalle molte incursioni straniere anche provenienti dalle grandi acque del mare.

L’opera rappresenta un angolo delle sue mura in un momento di forte vento e desidera essere una celebrazione della forza e del coraggio del suo popolo contro un nemico fisico e spirituale.

Olio su tela – 2025

Misure: altezza 50 cm – base 70 cm – profondità 1,5 cm

Bagnanti

Piccolo studio sul mare

Olio su carta – 2024

Misure: altezza 18 cm – base 25 cm – profondità 0,1 cm

HANAMI – L’antico glicine di Hiroshige

Quando ho intercettato la chiamata agli artisti di MoonArt Gallery per l’esposizione di arte contemporanea “Oriente Mon amour” e ho letto il nome della città di riferimento, indagandone l’ispirazione e la motivazione, mossa dall’affetto per le nostre città che rovinate dal terremoto del 2016, piene di forza e di speranza, desiderano riconnettersi alla bellezza attraverso l’arte, ho iniziato a riflettere su questo tema così particolare per la nostra terra.

Poi un giorno, improvvisamente, sfogliando il mio libro di stampe giapponesi, ho visto l’opera “Ponte del Santuario di Kameido Tenjin”, dove Hiroshige nel 1858 dipinse il sacro ponte a tamburo con un bellissimo glicine in primo piano. Questa stessa immagine fu di ispirazione a Monet per la costruzione del suo giardino a Giverny e nella realizzazione nel 1899 del suo famoso ponte sul lago delle ninfee. 

In giapponese, “hana” vuol dire “fiori” e “mi” sta per “guardare”, “osservare”. Quindi, letteralmente, la parola Hanami significa “osservare i fiori”.

La tradizionale celebrazione della bellezza della primavera ad oggi è conosciuta solamente per la fugace fioritura dei ciliegi ma in ogni tempio giapponese vengono celebrate fioriture differenti. Nel tempio di Kameido Tenjin sono stati piantati centinaia di glicini che sono considerati un talismano contro le avversità e simboleggiano l’amicizia.

L’opera “HANAMI – L’antico glicine di Hiroshige” è realizzata di getto con la tecnica contemporanea detta “alla prima”, totalmente dalla fantasia e direttamente sulla tela prima con un abbozzo di massima senza disegno e poi direttamente con l’olio fresco su fresco seguendo una gestualità espressiva che potesse trasmettere il senso del vento, il profumo dei fiori, la fragilità della bellezza e la profonda contemplazione delle fioriture primaverili.

Olio su tela dalla fantasia . dipinto per l’esposizione “Oriente Mon Amour” (Moonart Gallery – Muccia – Aprile 2025)

Misure: altezza 70 cm – base 50 cm – profondità 1,5 cm

L’arco di Pieia

In provincia di Pesaro e Urbino si trova un monte chiamato “Nerone”.
Seguendo un brevissimo sentiero di trekking molto semplice che parte dal piccolo borgo di Pieia si arriva ad un arco naturale monumentale chiamato “arco di Fondarca”.

Si tratta di un ponte di pietra naturale alto circa una trentina di metri. Dicono si tratti della porta di ingresso di una grande caverna che moltissimo tempo fa ha perso la parte alta del soffitto. 
Le pietre cadute hanno formato una collinetta dentro la grotta che nel tempo si è coperta di vegetazione. Sulle pareti calcaree, lavorate e forate dalle piogge, crescono alberi e arbusti. È l’anfiteatro più bello di tutte le Marche.

Ci sono andata moltissime volte e ho tante fotografie di questo posto.
Nessuna riusciva a restituire l’imponenza assoluta della roccia.
Allora ho deciso di dipingerla creando una prospettiva pittorica che mi potesse restituire l’effetto di meraviglia che si prova varcando la soglia.

Ho cercato di trasmettere il senso di freschezza, di umidità, di grandiosità, di mistero che ho provato tante volte andandoci in primavera, quando l’acqua grondava dalle pareti di calcare.

Olio su pannello mdf telato – 2025

Misure: altezza 50,8 cm – base 40,7 cm – profondità 0,3 cm

Misure in pollici: altezza 20 in – base 16 in – profondità 0,1 in

Avrò cura di te

– COLLEZIONE PRIVATA DELL’ARTISTA –

Ritratto di mia madre

Lo scorso Giugno, mia mamma ed io siamo andate a cercare la “Centaurea minore” sulle colline vicino ad Urbino in un posto che si chiama “Cesane”. 
La centaurea minore è una pianta medicinale molto amara che si usa per fare delle tisane e che aiuta a combattere la febbre in inverno. 
Mia mamma (classe 1932) si è spinta sui sentierini tra le erbe alte per cercare i fiorellini più freschi da essiccare. 
Quando l’ho vista piccola piccola e tutta bianca tra tutti quei fiori selvatici mi sono commossa.

Olio su pannello mdf telato – 2025

Misure: altezza 50,8 cm – base 40,7 cm – profondità 0,3 cm

Misure in pollici: altezza 20 in – base 16 in – profondità 0,1 in

Opera ceramica riservata

Coppia di ceramiche votive in uso esclusivo di un collezionista

Ceramica

Opera pittorica riservata

Opera su commissione in esclusiva per un collezionista

Olio su tela

Misure: altezza 60 cm – base 40 cm – profondità 1,5 cm